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QUESITI RICORRENTI

Martinetti a vite (attuatori meccanici)

Cliccare sulla voce d’interesse per visualizzare ulteriori dettagli:

  1. Qual è la coppia di sollevamento richiesta per un martinetto a vite?
  2. Quali sono la velocità e la potenza d’ingresso massime per un martinetto a vite?
  3. Qual è l’efficienza di un martinetto a vite?
  4. Che durata ha un martinetto a vite?
  5. La coppia d’ingresso di un martinetto a vite differisce tra modelli a traslazione e rotazione?
  6. Come funziona la vite di sollevamento dei martinetti a vite?
  7. Il martinetto può essere fornito con vite di sollevamento per evitare la rotazione?
  8. Come si fa ad evitare la rotazione del carico nei martinetti a vite standard?
  9. I martinetti a vite sono autobloccanti?
  10. Sui martinetti a vite sono ammessi sovraccarichi?
  11. Che cosa s’intende con ribaltamento parlando di martinetto a vite?
  12. Come funziona il dispositivo antiribaltamento?
  13. Che cos’è la resistenza della colonna del martinetto a vite?
  14. Quali carichi laterali sono consentiti su un martinetto a vite?
  15. Qual è il sollevamento o corsa di servizio massima per un martinetto a vite?
  16. Qual è l’indice di utilizzo ammissibile di un martinetto a vite senza fine?
  17. A quali temperature massime funzionano i martinetti a vite senza fine?
  18. A quali temperature minime funzionano i martinetti a vite senza fine?
  19. Qual è l’accumulo di calore di un martinetto a vite in servizio ?
  20. Sono disponibili martinetti a vite per servizio continuo?
  21. Come si fa a montare soffietti su martinetti a vite in configurazione invertita?
  22. Si può utilizzare il martinetto a vite per ruotare un carico?
  23. È possibile richiedere la fornitura di martinetti a vite esenti da corrosione?
  24. Quali tipi di lubrificanti si devono usare?
  25. È possibile utilizzare i martinetti a vite con presse o strutture rigide?
  26. Dopo aver spento il motore, il martinetto continua a muoversi?
  27. I martinetti a vite funzionano in presenza di vibrazioni?
  28. Sono disponibili martinetti a vite dotati di dado, perno o disco d’arresto d’emergenza?
  29. I martinetti a vite possono essere integrati in configurazioni multiple?
  30. Quanti martinetti a vite si possono collegare in serie?
  31. Qual è l’efficienza di un sistema a più martinetti?
  32. È possibile dotare un martinetto a vite di indicatore di posizione?

1. Qual è la coppia di sollevamento richiesta per un martinetto a vite?

La coppia d’ingresso per un singolo martinetto a vite dipende dal carico, dal rapporto di riduzione, dal tipo di vite madre (meccanica, a circolazione di sfere, a rulli) e dal passo della vite di sollevamento (vite a circolazione di sfere). I valori di coppia sono indicati nella scheda delle caratteristiche tecniche dei vari prodotti in funzione dei carichi di capacità. Per carichi di capacità del modello di martinetto dal 25% al 100%, i requisiti di coppia sono indicativamente proporzionale al carico.

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2. Quali sono la velocità e la potenza d’ingresso massime per un martinetto a vite?

La potenza d’ingresso dei martinetti a vite non deve superare la potenza indicate nella tabella delle caratteristiche tecniche. La velocità non dovrebbe superare 1800 giri/min, però i martinetti a vite “Serie S” a prestazioni elevate (Sym-metrica) arrivano a 3000 giri/min. Power Jacks non si ritiene responsabile di surriscaldamento o rapida usura conseguenti al superamento di questi limiti. La potenza aumenta in proporzione diretta alla velocità, e le dimensioni del motore diventano insufficienti rispetto ai dati di progetto del martinetto a vite se la velocità diventa eccessivamente elevata. Nella selezione della velocità massima ammissibile per la configurazione di un martinetto a vite, verificare sempre che non venga superare la potenza del modello di martinetto.

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3. Qual è l’efficienza di un martinetto a vite?

Le efficienze dei vari tipi di martinetti a vite sono riportate nelle schede delle caratteristiche tecniche dei singoli prodotti.

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4. Che durata ha un martinetto a vite?

La durata prevista di un gruppo costituito da vite di sollevamento, dado e ingranaggio a vite senza fine varia in base alla periodicità della lubrificazione, all’azione chimico-abrasiva, al sovraccarico, al calore eccessivo, ad una manutenzione inadeguata etc. Per un calcolo dettagliato della durata rivolgersi a Power Jacks Ltd.

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5. La coppia d’ingresso di un martinetto a vite differisce tra modelli a traslazione e rotazione?

La coppia d’ingresso, come l’efficienza e il carico laterale, è uguale per i martinetti a vite a traslazione e a rotazione.

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6. Come funziona la vite di sollevamento dei martinetti a vite?

Quando si aziona il martinetto a vite, la rotazione dell’asse a vite senza fine provoca la rotazione dell’ingranaggio a vite senza fine. Per martinetti a vite di traslazione, l’ingranaggio a vite senza fine è filettato in modo da poter alloggiare la filettatura della vite di sollevamento. Quando l’ingranaggio a vite senza fine ruota, la forza dell’attrito sulla filettatura della vite trascinano in rotazione la vite stessa. Quanto maggiore è il carico sul martinetto, tanto più grande è la tendenza della vite a ruotare. Ovviamente se la vite ruota assieme al dado (ingranaggio a vite senza fine), non solleva il carico. Nei casi in cui si utilizza un solo gruppo e dove sia impossibile impedire la rotazione del carico, è necessario calettare la vite di sollevamento. Occorre verificare la coppia della chiavetta della vite di sollevamento (vedere punto 1.5.1.5. della Guida di progettazione PJLMPTDG-01) in quanto carichi eccessivamente pesanti non guidati possono provocare la rottura della chiavetta. I martinetti a vite di rotazione funzionano in modo analogo, a parte il fatto che la vite di sollevamento ruota assieme all’ingranaggio a vite senza fine e il dado di sollevamento trasla lungo la vite di rotazione.

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7. Il martinetto può essere fornito con vite di sollevamento per evitare la rotazione?

Per tutti i martinetti meccanici a vite è disponibile una vite di sollevamento calettata. Si ricorda che la sede della chiavetta nella vite provoca un’usura superiore alla norma sulla filettatura interna dell’ingranaggio a vite senza fine.

Per i martinetti a vite a circolazione di sfere, la vite di sollevamento non può essere calettata, in quanto la sede della chiavetta interromperebbe il percorso delle sfere, con conseguente perdita delle stesse. Per impedire la rotazione, nei martinetti a vite a sfere si può invece utilizzare un tubo antirotazione quadrato (vedere punto 1.3.1.10. della Guida di progettazione PJLMPTDG-01). Per maggiori informazioni rivolgersi a Power Jacks Ltd.

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8. Come si fa ad evitare la rotazione del carico nei martinetti a vite standard?

Per evitare la rotazione della vite di sollevamento nei martinetti standard, consigliamo i metodi seguenti. Per sistemi con più martinetti, imbullonare le piastre superiori delle viti di sollevamento alla parte in comune che verrà sollevata da tutti i gruppi. Per il singolo martinetto, imbullonare la piastra superiore della vite di sollevamento al carico, facendo attenzione che il carico sia guidato in modo da evitare la rotazione. Si raccomanda di guidare il carico per evitare anomalie.

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9. I martinetti a vite sono autobloccanti?

Nella maggior parte dei casi, i martinetti a vite con rapporto di riduzione 24:1 e 36:1 sono considerati autobloccanti.

I modelli sottoindicati non sono considerati autobloccanti:

  • Tutti i martinetti a vite a circolazione di sfere per misure con sistema metrico e imperiale.
  • Il martinetto a vite M2555 (1/4 ton) con rapporto di riduzione 5:1.
  • I martinetti a vite E2625 (5kN) e M2625 (1/2 ton) con rapporto di riduzione 5:1.
  • I martinetti a vite E2501 (5kN) e M2501 (1 ton) con rapporto di riduzione 5:1.
  • In alcuni casi i martinetti a vite E1802 (25kN), M1802 e M9002 (2 ton) con rapporto di riduzione 6:1. Per informazioni sulle varie applicazioni, rivolgersi a Power Jacks Ltd.
  • In alcuni casi i martinetti a vite E1805 (50kN) e M1805 (5 ton) con rapporto di riduzione 6:1. Per informazioni sulle varie applicazioni, rivolgersi a Power Jacks Ltd.
  • In alcuni casi i martinetti a vite E1810 (100kN) e M1810 (10 ton) con rapporto di riduzione 8:1. Per informazioni sulle varie applicazioni, rivolgersi a Power Jacks Ltd.
  • In alcuni casi i martinetti a vite M1815 (15 ton) con rapporto di riduzione 8:1. Per informazioni sulle varie applicazioni, rivolgersi a Power Jacks Ltd.
  • Tutti i martinetti a vite con viti di sollevamento a duplice avviamento non sono considerati autobloccanti.

I martinetti a vite considerati non autobloccanti necessitano di freno o altro dispositivo di ritenuta (vedere punto 1.1.3.2.7. della Guida di progettazione PJLMPTDG-01).

In caso di vibrazioni, vedere il punto 1.5.2.1.4.5. della Guida di progettazione PJLMPTDG-01. Per informazioni dettagliate e una valutazione della situazione, rivolgersi a Power Jacks Ltd.

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10. Sui martinetti a vite sono ammessi sovraccarichi?

I sovraccarichi dovrebbero essere eliminati o ridotti al minimo. Se è impossibile eliminarli, il modello selezionato deve avere una potenza doppia rispetto al carico statico nominale. Per sovraccarichi importanti, se si utilizzano martinetti della Serie S (Sym-metrica), Serie E (metrica) e Serie M (imperiale), è necessario sostituire i cuscinetti di carico con anelli di spinta in acciaio trattato termicamente (richiedibili a Power Jacks). NB: in questo caso, la coppia d’ingresso aumenta del 100%. Non applicare sovraccarichi ai martinetti a vite a circolazione di sfere.

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11. Che cosa s’intende con ribaltamento parlando di martinetto a vite?

I martinetti meccanici a vite standard, quelli con sistema antiribaltamento e quelli a circolazione di sfere devono essere considerati separatamente, in quanto il normale ribaltamento varia a seconda della configurazione.

Antiribaltamento nei martinetti meccanici a vite standard

Il ribaltamento è dovuto non solo alle normali tolleranze di fabbricazione, ma anche al fatto che si devo prevedere un certo gioco per evitare inceppamenti e pregrippamenti quando il martinetto è sotto carico (per i valori vedere punto 1.5.1.8. della Guida di progettazione PJLMPTDG-01). Generalmente, il ribaltamento non rappresenta un problema a meno che il carico sul martinetto non cambi tra compressione e tensione. Se necessario, prendere in considerazione un gruppo con dispositivo antiribaltamento.

Martinetti a vite con dispositivo antiribaltamento

Il dispositivo antiribaltamento riduce al minimo il ribaltamento assiale nell’assieme dado e vite di sollevamento. Dato che la possibilità di ribaltamento aumenta con l’usura della filettatura della vite di sollevamento sull’ingranaggio, è possibile modificare il dispositivo antiribaltamento in modo da evitare questa condizione normale.

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12. Come funziona il dispositivo antiribaltamento?

Come funziona il dispositivo antiribaltamento? Quando la vite (1) è sotto carico di compressione, la parte inferiore delle sue superfici filettate vengono supportate dalle superfici filettate superiori dell’ingranaggio a vite senza fine (2) nel punto (A). Il dado antiribaltamento (3) che, essendo incoppigliato all’ingranaggio a vite senza fine, fluttua sui perni e viene regolato verso il basso dalla calotta (shell cap), forza le sue superfici filettate inferiori contro quelle superiori della vite di sollevamento al punto (B). Quindi, il ribaltamento tra le filettature dell'ingranaggio a vite senza fine si riduce ad un minimo regolato (per valori vedere punto 1.5.1.8. della Guida di progettazione PJLMPTDG-01).

In caso di usura nelle filettature dell’ingranaggio a vite senza fine sulle superfici di carico della filettatura della vite di sollevamento, si riduce lo spessore che supporta il carico della filettatura dell’ingranaggio a vite senza fine. Tale usura crea un gap al punto (B), provocando un ribaltamento equivalente all’usura sulle filettature.

Sotto il carico di compressione, la vite di sollevamento non è più in contatto con la superficie inferiore filettata del dado antiribaltamento. In queste condizioni, si verificano ribaltamenti quando si applica un carico di tensione. La funzione antiribaltamento può essere mantenuta regolando semplicemente la calotta (shell cap) fino ad ottenere il grado di ribaltamento voluto.

Per evitare inceppamenti e usura eccessiva il valore di ribaltamento della vite di sollevamento non dev’essere inferiore a 0,013 mm (0.0005”).

Ciò ridurrà la separazione calcolata (C) tra il dado antiribaltamento e l’ingranaggio a vite senza fine, riducendo al valore minimo richiesto il ribaltamento tra le filettature dell’ingranaggio a vite senza fine e la vite di sollevamento.

Quando la separazione (C) è a zero vuol dire che si è prodotta usura. A questo punto sostituire l’ingranaggio a vite senza fine (2). Questa funzione funge da dispositivo di sicurezza integrato, utile per fornire indicazioni sull’usura in applicazioni critiche.

Martinetti a vite a circolazione di sfere

I martinetti di questo tipo non sono dotati di dispositivo antiribaltamento come quello dei tipi meccanici. Anziché prevedere un gioco assiale nullo o ridotto, è possibile ordinare i martinetti a vite a circolazione di sfere con un dado a sfere precaricato (vedere punto 13.1.1.2. della Guida di progettazione PJLMPTDG-01).

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13. Che cos’è la resistenza della colonna del martinetto a vite?

La resistenza della colonna di una vite dipende dal rapporto tra lunghezza e diametro della vite. La Guida di progettazione PJLMPTDG-01 (punto 1.5.1.1.) contiene le tabelle per il calcolo della resistenza della colonna.

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14. Quali carichi laterali sono consentiti su un martinetto a vite?

I martinetti a vite sono progettati soprattutto per sollevare ed abbassare carichi, per cui si devono evitare i carichi laterali. I gruppi sono in grado di sostenere alcuni carichi laterali, a seconda del diametro e della lunghezza della vite di sollevamento. Se presenti, i carichi laterali devono essere guidati (devono essere le guide – e non i martinetti a vite – a sostenere i carichi laterali, soprattutto quando il tratto da percorrere è lungo). Anche un piccolo carico laterale è in grado di esercitare una forza notevole su alloggiamenti e supporti, aumentando la coppia di lavoro e riducendo la durata prevista. La Guida di progettazione PJLMPTDG-01 (punto 1.5.1.6.) contiene le tabelle per il calcolo dei carichi nominali laterali.

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15. Qual è il sollevamento o corsa di servizio massima per un martinetto a vite?

In genere, i valori di sollevamento / corsa standard sono i seguenti:

  • Fino a 500 mm su 5kN e 1000mm su 10 kN con martinetti a vite metrica della Serie E.
  • 12” sui modelli della Serie M da 1/4 e 1/2 ton; 18” sui martinetti a vite imperiale della Serie M M2501 (1 ton).
  • Per i martinetti a vite di dimensioni maggiori, il sollevamento / la corsa max sono limitati soltanto dalla lunghezza della barra disponibile (NB: per applicazioni speciali è possibile ordinare barre speciali all’acciaieria). La lunghezza pratica dipende dal fatto che la vite sia soggetta o meno a carichi di compressione o tensione. A seconda del diametro, la lunghezza può essere limitata a causa della deformazione del materiale nel processo di lavorazione di macchina o dalla resistenza della colonna della vite quando è soggetta a carichi di compressione. Per applicazioni si sollevamento in cui sono previsti lunghi tratti, consultare Power Jacks relativamente a quanto segue:

a) Carichi laterali su vite estesa.

b) Resistenza della colonna della vite.

c) Potenza termica di vite e dado.

Power Jacks raccomanda l’utilizzo di guide per tutte le applicazioni. Quanto più lungo è il percorso di sollevamento, tanto più importante diviene questo accorgimento.

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16. Qual è l’indice di utilizzo ammissibile di un martinetto a vite senza fine?

Data l’efficienza dei martinetti a vite senza fine convenzionali delle serie E (metrica) e M (imperiale), l’indice di utilizzo è intermittente al carico nominale. A carichi ridotti, l’indice di utilizzo può aumentare. I martinetti a viti per servizio gravoso della serie S (Sym-metrica) hanno efficienze termiche più elevate a motivo della loro concezione che generalmente prevede un indice di utilizzo maggiore del 50% rispetto ai martinetti a vite convenzionali. Per una valutazione dettagliata rivolgersi a Power Jacks Ltd.

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17. A quali temperature massime funzionano i martinetti a vite senza fine?

In genere i martinetti a vite sono studiati per lavorare a temperature ambienti fino a 90ºC. Oltre i 90ºC sono richiesti lubrificanti specifici. Per temperature superiori a 90ºC, risulta limitata anche la durata dei lubrificanti specifici. Per informazioni sulle varie applicazioni rivolgersi a Power Jacks. Per temperature sopra i 90ºC, consultare Power Jacks per informazioni dettagliate. In alcuni casi può essere necessario fornire un’unità non lubrificata, in modo da consentire al cliente di utilizzare un lubrificante a sua scelta. Power Jacks consiglia di rivolgersi ad un produttore di lubrificanti per informazioni sul tipo di prodotto da utilizzare e sugli intervalli di manutenzione. Di norma, è opportune schermare i martinetti a vite in modo da mantenere la temperature ambiente sotto ai 90ºC.

Dato il costo elevato delle tenute per temperature superiori a 120ºC, Power Jacks può sostituirle con boccole di bronzo. Qualora si utilizzino soffietti, sono richiesti materiali speciali per temperature superiori a 90ºC.

Power Jacks è in grado di produrre martinetti a vite speciali per temperature di servizio elevate sopra i 120°C. Consultare Power Jacks Ltd per specifiche applicazioni.

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18. A quali temperature minime funzionano i martinetti a vite senza fine?

Con lubrificanti e materiali di costruzione standard, i martinetti a vite possono funzionare fino a -20ºC. Al disotto di -20ºC, occorre utilizzare lubrificanti per basse temperature. Inoltre, a temperature inferiori a -20ºC, nel caso siano previsti sovraccarichi, occorre prevedere materiali speciali considerando la sensibilità all’intaglio dei materiali standard alle basse temperature. Per casi specifici, consultare gli esperti Power Jacks.

I martinetti a vite realizzati con materiali e lubrificazione standard possono essere conservati in sicurezza a temperature fino a -55ºC.

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19. Qual è l’accumulo di calore di un martinetto a vite in servizio?

L’indice di utilizzo, la lunghezza della vite, il carico e l’efficienza del martinetto sono tutti fattori che influenzano direttamente il grado di calore prodotto all’interno del martinetto. Dato che la maggior parte della potenza viene utilizzata per contrastare l’attrito, nell’ingranaggio a vite senza fine viene prodotto un grosso quantitativo di calore sia nei martinetti a vite meccaniche che in quelli a circolazione di sfere nonché nella vite di sollevamento dei martinetti meccanici. I percorsi di tratti lunghi possono dar luogo a gravi surriscaldamenti. I martinetti a vite per servizio gravoso della Serie S (Sym-metrica) hanno casse riduttori cubici lubrificate ad olio espressamente progettate per dissipare il calore più efficacemente con una massa e una superficie maggiori, che consentono di aumentare le capacità di servizio.

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20. Sono disponibili martinetti a vite per servizio continuo?

Consultare Power Jacks in merito ad applicazioni di questo tipo, compilando anche il modulo descrittivo dell’applicazione. In generale, è consentito il funzionamento semi-continuo in presenza di carichi leggeri rispetto alla capacità nominale del martinetto. Prevedere intervalli di lubrificazione ravvicinati e sistemi di protezione contro sporcizia e polvere. I martinetti a vite per servizio gravoso – come la Serie S (Sym-metrica) e M7500 – sono lubrificati ad olio e progettati per indici di utilizzo massimi. Per applicazioni con servizio gravoso possono essere indicate anche modelli speciali di martinetti con viti a circolazione di sfere o a rulli. Per informazioni specifiche consultare Power Jacks Ltd.

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21. Come si fa a montare soffietti su martinetti a vite in configurazione invertita?

I martinetti a vite in configurazione invertita della Serie E (metrica) e M (imperiale) con soffietti devono prevedere una tolleranza nella lunghezza della vite di sollevamento che tenga conto dell'altezza a soffietto chiuso e dello spessore della struttura. Non potendo prevedere il montaggio di un soffietto sotto la struttura del cliente, Power Jacks consiglia di saldare o imbullonare una piastra circolare simile alla piastra superiore della vite di sollevamento sul fondo della struttura di sostegno del martinetto a vite, in modo da rendere possibile l’impiego di un soffietto standard (vedere punti 1.2.1.8., 1.2.2.8., 1.2.3.7., 1.3.1.3. e 1.3.2.8. della Guida di progettazione PJLMPTDG-01).

I martinetti a vite cubici "Symmetric" consentono il montaggio dai due lati anziché da uno solo – e sullo stesso lato del soffietto - e richiedono solo un foro di accesso nella struttura per la vite di sollevamento e il soffietto.

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22. Si può utilizzare il martinetto a vite per ruotare un carico?

Il martinetto a vite può essere realizzato per ruotare carichi in due modi:

Martinetto a vite con maniglione doppio

Il martinetto a vite può essere fornito con maniglione alle due estremità (in questo caso si parla di martinetto a vite con maniglione doppio). Il maniglione inferiore viene saldato all’estremità inferiore di un tubo di copertura extra strong, che viene fissato alla base del martinetto. Questo tubo continua a svolgere la sua funzione principale, che è quella di alloggiare la vite di sollevamento nella sezione retratta. Vedere figure sui disegni dimensionali (punti 1.2.2.10., 1.2.3.5.e 1.3.2.7. della Guida di progettazione PJLMPTDG-01) 1.3.1.5. .

Configurazione maniglione - perno di articolazione

Il martinetto a vite è dotato di maniglione standard terminale sulla vite di sollevamento e di perno di articolazione imbullonato sulla piastra di base. Per la configurazione con perno di articolazione vedere il punto 1.2.2.12. della Guida di progettazione PJLMPTDG-01.

In questi tipi di martinetti, la struttura dev’essere progettata in modo che il martinetto possa ruotare alle due estremità. Utilizzare esclusivamente carichi a tensione o compressione diretta, in modo da eliminare condizioni di carico laterale.

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23. È possibile richiedere la fornitura di martinetti a vite esenti da corrosione?

Per ambienti altamente corrosivi, i martinetti a vite possono essere forniti in materiali alternativi o/o con particolari verniciature, ad esempio, acciaio inox, cromatura, elettronichelatura, vernice epossidica, etc..

Power Jacks è in grado di fornire anche martinetti a vite completamente in acciaio inox.

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24. Quali tipi di lubrificanti si devono usare?

I martinetti a vite standard sono lubrificati a grasso (EP2) per quanto riguarda gli assiemi vite di sollevamento e riduttore. I martinetti a vite per servizio gravoso della Serie S (Sym-metrica) sono lubrificati ad olio per quanto riguarda il riduttore e a grasso (EP2) per quanto riguarda la vite di sollevamento. Tutti i martinetti a vite possono essere forniti con lubrificanti industriali specifici (es, grado alimentare o nucleare).

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25. È possibile utilizzare i martinetti a vite con presse o strutture rigide?

Power Jacks consiglia di scegliere martinetti a vite di capacità superiore rispetto alla capacità nominale della pressa o alla capacità di carico della struttura. Inoltre consigliamo l’impiego di una frizione o dispositivo analogo per evitare il sovraccarico del martinetto. Senza queste precauzioni, è possibile che il martinetto si sovraccarichi inavvertitamente.

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26. Dopo aver spento il motore, il martinetto continua a muoversi?

Il martinetto a vite continua a muoversi dopo avere spento il motore, a meno che non si utilizzi un freno di capacità sufficiente ad impedirlo. Il grado di movimento dipende dal carico sul martinetto e dall'inerzia del rotore del motore. Data la particolare concezione, il martinetto a vite a circolazione di sfere dev’essere considerato a parte (vedere punto 1.1.3.2.7 della Guida di progettazione PJLMPTDG-01). Indicativamente, per abbassare il carico i martinetti a vite meccanici richiedono metà della coppia necessaria per sollevarlo.

Per i martinetti a vite meccanici senza carico, il grado di movimento dipende dalle dimensioni e dalla velocità del motore. Ad esempio, un motore da 1500 giri/min collegato direttamente ad un martinetto a vite senza carico provoca un movimento medio di 35-60 mm, mentre con uno da 1000 giri/min si ha un movimento di circa 1/2. Si ricordi che il movimento dopo la disattivazione del motore varia in ragione del quadrato della velocità (giri/min) e può essere controllato utilizzando un freno magnetico sul motore. Si registrano variazioni di movimento anche se il motore aziona il martinetto tramite riduttore a ingranaggi.

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27. I martinetti a vite funzionano in presenza di vibrazioni?

I martinetti a vite sono in grado di funzionare in zone soggette a vibrazioni che, però, possono provocare danni alla vite di sollevamento sotto carico. Per applicazioni che comportino leggere vibrazioni, selezionare rapporti di riduzione più elevati. In caso di forti vibrazioni, utilizzare un motore dotato di freno magnetico per impedire l’autoabbassamento del martinetto.

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28. Sono disponibili martinetti a vite dotati di dado, perno o disco d’arresto d’emergenza?

Per impedire una corsa eccessiva della vite di sollevamento, è possibile montare sul martinetto un disco di arresto, un perno o un dado (ad azionamento manuale). Per gruppi azionati a motore è possibile che sull’arresto si eserciti l’intera capacità del martinetto a vite o una forza ancora maggiore (a seconda della potenza del motore), con conseguente serraggio tale da richiedere lo smontaggio per sbloccarlo. Si consiglia di installare arresti esterni dove possibile, utilizzandoli però solo come ultima risorsa (NB: I finecorsa rappresentano una possibile soluzione per limitare il movimento del martinetto (per informazioni, rivolgersi a Power Jacks). In condizioni ideali dove si utilizzi una frizione di sicurezza o un limitatore di coppia, è possibile prevedere un perno o un dado di arresto (consultare preventivamente Power Jacks). NB: Il di disco di arresto standard utilizzato nella parte inferiore della vite di sollevamento nei martinetti a vite a circolazione di sfere impedisce la fuoriuscita della vite a circolazione di sfere dal dado su sfere durante il trasporto e la manipolazione, impedendo la perdita delle sfere. Pertanto non dev’essere utilizzato come sistema di arresto totale. Su richiesta sono disponibili sistemi d’arresto totali per martinetti a vite a circolazione di sfere.

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29. I martinetti a vite possono essere integrati in configurazioni multiple?

La possibilità di collegare assieme meccanicamente martinetti a vite Power Jacks, in modo che svolgano la funzione di sollevamento e abbassamento all’unisono, è forse il principale vantaggio dei martinetti. Configurazioni tipiche composte da martinetti a vite, riduttori ortogonali, motori, riduttori, linee d’assi e giunti d’accoppiamento vengono proposte nella sezione relativa alle applicazioni del site web e nella Guida di progettazione PJLMPTDG-01 (punto 1.1.3.2.8.).

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30. Quanti martinetti a vite si possono collegare in serie?

Dipende dai requisiti della coppia di spunto sul primo asse a vite senza fine della linea. La coppia dell’asse a vite senza fine del primo martinetto non deve superare il 300% della coppia di carico nominale totale sui martinetti meccanici (ad esclusione del modello 1820).

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31. Qual è l’efficienza di un sistema a più martinetti?

Oltre alle efficienze dei martinetti a vite e dei riduttori ortogonali, occorre tenere conto dell’efficienza della configurazione. L’efficienza del sistema consente disallineamenti a causa di leggere deformazioni della struttura sotto carico, perdite a livello dei giunti di accoppiamento e dei supporti e un grado di disallineamento normale nel posizionamento dei martinetti e dei riduttori. Per i valori di efficienza, vedere punto 1.1.3.2.8. della Guida di progettazione PJLMPTDG-01.

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32. È possibile dotare un martinetto a vite di indicatore di posizione?

Per i martinetti a vite, l’indicazione visiva della posizione può essere ottenuta in diversi modi, quali:

Martinetto a vite con encoder e indicatore di posizione digitale (vedere punti 8.3. e 8.4. della Guida di progettazione PJLMPTDG-01)

Martinetto a vite con finecorsa rotante e trasduttore di posizione (vedere punto 8.1.2. della Guida di progettazione PJLMPTDG-01)

Rivolgersi a Power Jacks per consulenza specifica.

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